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L'urlo - E. Munch
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Disperazione - E. Munch
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Ansia - E. Munch
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Goloconde - R. Magritte
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Consulenza e psicoterapia individuali per l'adulto: quando e perchè
Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere
(William Shakespeare)
Vedi le cose e dici: "Perchè?". Ma io sogno cose che non sono mai esistite e dico: "Perchè no?" (George Bernard Shaw)
Le radici che non vogliamo perder, le parole che vorremmo ancora e sempre pronunciare e le idee che non vogliamo smettere di pensare.
Perchè ciò che si salverà non sarà mai
quello che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare perchè ridiventasse sè stesso in un tempo nuovo (Alessandro Baricco)
Quando un adulto decide di contattare uno psicologo, la scelta è dettata da uno stato di sofferenza che può assumere i volti più disparati.
Può trattarsi di un'esigenza cresciuta man mano fino a esplicitarsi in una domanda di consulenza (ad esempio: la constatazione graduale della propria
difficoltà a costruire relazioni stabili; un crescente stato di isolamento; la sfiducia in se stessi) oppure di un bisogno nato improvvisamente in particolari
circostanze di vita (ad esempio: la rottura di una relazione affettiva, un lutto improvviso, un insuccesso lavorativo, un cambiamento che modifica radicalmente
la propria vita).
Il punto cruciale è il fatto che ognuno di noi vorrebbe comprensibilmente uscire dal proprio stato di sofferenza il più presto possibile,
e lo vorrebbe fare nel modo più indolore possibile. Ma la sofferenza psicologica chiede un minimo di pazienza per essere affrontata.
Non ci sono soluzioni magiche e non ci sono psicoterapeuti con la bacchetta magica...
Consultare uno psicologo significa cercare di dare un significato alla propria sofferenza cimentandosi con alcune domande su di sè, quali:
- cosa mi fa stare male?
- cosa mi impedisce di stare bene con me stesso?
- cosa mi impedisce di stare bene con gli altri?
- quando è iniziato il mio stato di sofferenza?
Dalla risposta almeno parziale a queste domande scaturisce quindi la decisione su come e se proseguire con un eventuale percorso di psicoterapia.
Talvolta basta chiarirsi le idee attraverso una consultazione; talaltra la paura di affrontare le questioni che ci riguardano porta ad arretrare sotterrando
i problemi; sovente l'esigenza di affrontare in modo approfondito le problematiche che ci riguardano si fa sentire con maggior forza.
Se si sceglie di iniziare una psicoterapia, i percorsi possibili sono diversi per frequenza delle sedute e per durata (che tendenzialmente non è
definibile a priori ma è una constatazione a posteriori di quanto tempo ci sia voluto per sciogliere i nodi fondamentali del proprio malessere o
di quanto tempo siamo stati disposti a concederci per prenderci cura di noi stessi).
Problematiche di cui mi occupo
Le problematiche di cui personalmente mi occupo (che mi limito qui a nominare; preciso che non si tratta di diagnosi ma di aree tematiche con esempi sul possibile
stato della persona):
- Stati di ansia (ansia che riguarda specifiche situazioni di vita, oppure specifici ambiti della propria vita; ansia che pervade ogni
momento della propria giornata; ansia che limita la propria vita; ansia che limita la libertà di movimento; paura specifica verso una particolare situazione);
- Depressione e stati depressivi (tristezza profonda; senso di vuoto; senso di inutilità; fatica nell'affrontare la vita di tutti i giorni;
sintomi fisici come mancanza di appetito, insonnia, stanchezza, spossatezza);
- Rimuginazioni ossessive o ripetizione ossessiva di atti(pensieri percepiti come intrusivi e incontrollabili che si ripetono e che non si
riesce ad allontanare dalla propria mente; dubbi sull'aver o non aver compiuto un determinato gesto come chiudere il gas,
la porta etc; ripetizione di gesti che si ha la sensazione di non riuscire ad evitare come lavarsi le mani, accendere e spegnere la luce, etc.)
- Somatizzazioni, ossia stati di malessere fisico per cui è stata constatata (ad esempio dal medico curante o dallo specialista)
l'assenza di una causa organica alla base (mal di testa frequente; gastriti; sfoghi o irritazioni cutanee);
- Disturbi dell'alimentazione (anoressia; bulimia; obesità psicogena)
- Problemi sessuali (mancanza di desiderio sessuale; assenza di piacere; difficoltà di vario tipo durante l'atto sessuale)
- Difficoltà nelle relazioni sentimentali (timore del coinvolgimento affettivo;
difficoltà a creare relazioni sentimentali stabili; difficoltà nella relazione sentimentale attuale; vedere anche: consulenza e psicoterapia di coppia)
- Difficoltà nelle relazioni interpersonali (timore del giudizio altrui; forte timidezza che genera inibizione;
sentirsi bloccati; frequenti vissuti di rabbia; timore della dipendenza; paura della competizione)
- Difficoltà con la famiglia di origine (rapporti tesi con la propria famiglia di origine; difficoltà rispetto al conseguimento
di una propria vita adulta autonoma rispetto alla famiglia di origine)
- Problemi di autostima (insicurezza marcata in uno o più aspetti della propria vita; non ritenersi all'altezza; non considerarsi di valore;
non sentirsi considerati dagli altri)
- Problematiche "esistenziali" (difficoltà a trovare un senso alla propria vita; difficoltà ad individuare un proprio progetto di vita)
- Infertilità (problematiche emotive relative all'infertilità, impatto psicologico delle terapie mediche, infertilità
senza cause organiche e a presumibile carattere psicogeno)
- Situazioni di lutto (problematiche emotive rispetto a lutti attuali; difficoltà nell'elaborazione di un lutto passato)
- Problematiche emotive connesse alle malattie organiche (problematiche psicologiche connesse a malattie come i tumori o
le malattie autoimmuni. Da un lato ci sono le problematiche di chi è malato, come: difficoltà relative alle trasformazioni corporee,
angosce relative alla condizione di pericolo per la propria vita, difficoltà di comunicazione, insorte in seguito alla malattia,
con le persone affettivamente vicine; da un altro lato ci sono le problematiche psicologiche dei familiari della persona malata).
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